In "Delitto e castigo" di Fedor M. Dostoevskij c'è un personaggio che si chiama Arkadi Ivànovic Svidrigailov.
Durante un suo colloquio con Raskòlnikov, accenna a un orologio che aveva in sala da pranzo, e che doveva caricare ogni settimana, e così aveva fatto per ben sette anni. Se dimenticava di farlo, sua moglie Marfa Pretovna glielo ricordava, così quell'orologio era sempre carico. Dopo la morte di lei, racconta Svidrigailov, il suo spirito torna dal marito per tre volte, durante una delle quali gli rimprovera di aver dimenticato il suo compito.
Perché mi è rimasto impresso questo passaggio? Perché curiosamente pochi minuti prima stavo pensando, per una serie di motivi, che le nostre sono piccole vite. Ci metto anche voi, perdonate l'ardire.
E' vero, tutto quello che ci accade ha per noi una grande valenza: amore, amicizia, sesso, morte, nascita, figli, lavoro, successi, sconfitte, malattie, litigi, soldi, menzogne e così via. Alla fine però, con tutti gli alti ideali che abbiamo in mente e nello spirito, con tutta la nostra memoria e la storia che ci è stata insegnata, e i sogni e i desideri, siamo solo un puntino insignificante nel fluire degli eoni, che andrà perso senza granché disturbo. Possiamo rendercene conto, ma poi, che fare? Di certo non possiamo sottrarci allo scorrere del tempo, prenderci una pausa, staccare la spina, perché non avremmo nessun giovamento.
Siamo quindi un po' tutti degli Svidrigailov. Non possiamo far altro che caricare quell'orologio e farlo andare finché possiamo, perché la realtà va avanti anche senza che le nostre lancette la seguano.
Questa è Radio Free Mouth, io sono SpeakerMuto e sto ascoltando "Time" dall'album "The dark side of the moon" dei Pink Floyd. Voi fate come cazzo vi pare.
Oltre che la vite, ogni tanto faccio pure il bullone, tipo con i captcha.
RispondiEliminaPerché il bullone aiuta a tener salda la vite.
(tratto dal volume "La Ferramenta dell'Esistenza"; dello stesso autore: "Una vita senza captcha non val la pena di essere vissuta", "Trollando nel weekend" e attualmente alle stampe "Conosco uno che testa le Fender in testa alle Sambuche")
che tu sia maledetto kisciotte, non si può più andare in giro nei bei luoghi d'una volta senza scoprire che sei già passato tu a spargere il venefico seme della gramigna.
Eliminase ti piglio se t'agguanto...
I saggi direbbero che saremo pure dei puntini, ma ognuno con un suo Perchè.
RispondiEliminaVabbè, i saggi lo direbbero meglio, però il senso è questo: le lacrime nella pioggia (cit) rendono la pioggia diversa e più interessante.
Almeno secondo me.
Ciao SM, grande punto nel WWW.
Mio papà aveva la mania degli orologi. Da muro, da polso, sveglie e svegliette. Tutti meccanici, come una volta; no al digitale, no alle pile. Li teneva carichi con precisione maniacale. Negli ultimi anni non ci vedeva quasi più, eppure non rinunciava a tentare di decifrare le lancette innumerevoli volte al giorno. Ci ha contato sopra la sua vita, 92 anni meno due settimane.
RispondiEliminaOra il vecchio orologio della cucina l'ho appeso in casa mia. Amo il suo ticchettio, uguale a quello di quando ero piccola. Spesso si scarica. E io lo ricarico, e lo ricaricherò fino all'ultimo dei miei giorni.
91, non 92. Il mio orologio deve essere avanti di un anno.
EliminaAdoro le cose che nessuno è in grado d'influenzare, ma temo che ne siano rimaste ben poche, forse nessuna. Anche la realtà non è esente da manipolazioni e influenze.
RispondiEliminaChapta compreso ;)
Ecco. E' così.
RispondiEliminaLa notte eoni e la mattina dopo... un po' meno.
RispondiEliminaBuahahah! Ma lo sentite a questo qua?
EliminaPiù Hombre per tutti! :)
Meno male che abbiamo la macchina del tempo: funziona solo all'indietro, è molto rudimentale ma è meglio di niente. Con la tua macchina del tempo sei stato nella sala da pranzo di Svidrigailov, io vado spesso nella cameretta di Sally Mara, ogni volta che mi viene voglia. Non saranno eoni ma per me cinquant'anni possono bastare.
RispondiEliminaNon so perchè ma questo post mi ha fatto venire in mente il numero 42...;)
RispondiEliminaMa forse tu lo sai perchè.
La vita, l'universo, tutto quanto? :^)
EliminaBingo!:)
Eliminail senso delle nostre vite...
Delitto e Castigo... (sospiro malinconico). Mi pare che di 'sti tempi io e te siamo pericolosamente in sintonia.
RispondiEliminaBe', finché si tratta di delitti letterari, ci può stare :^)
Eliminasono pensieri pericolosi i tuoi. potrebbero farti diventare una formica in un mondo di lupi. meglio pensare leonardescamente che l'uomo deve essere misura di tutte le cose. poi per i viaggi su marte c'è ancora tempo.
RispondiEliminaSai, certe volte mi ci vorrebbe una pausa, però c'è sempre quell'orologio da caricare.
EliminaE' un personaggio che non ho mai investigato molto.. ma lo farò! :)
RispondiEliminaLa cosa per me strana di questo libro è che sette anni fa l'avevo cominciato e lasciato a metà esatta. Adesso che l'ho ripreso da capo, ho fatto un po' fatica a leggere la parte che avevo letto e che ricordavo, bene o male, mentre quella per me nuova la trovo molto più interessante.
RispondiEliminaIl romanzo è rimasto lo stesso, però qualcosa è cambiato.
delitto e castigo,
RispondiEliminaun binomio che non va più di moda.
oggi bisognerebbe scrivere
delitto e prescrizione
delitto e impunità
delitto e S-carcerazione preventiva
delitto e sconti,
ribassi,
saldi,
delitto e rifacimento di processi
delitto e chi paga di più
... bellissimo libro, tosto come tutti i DOSTO, ma indimenticabile.
"Tostoevskij". Mi piace.
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