martedì 27 marzo 2012

Dal +1 al -1

Ho un amico, tale Alessio. Probabilmente lo conosco dai tempi delle elementari.

A un certo punto Alessio era cambiato. Non so dire esattamente quando, perché non successe dall'oggi al domani, ma mentre prima era un compagno di giochi come tutti, in seguito notai che lui spiccava, per qualcosa di differente: la curiosità. Probabilmente era cresciuta in lui gradualmente ma io me ne accorsi solo quando era diventata una sua caratteristica evidente, o forse io l'avevo persa crescendo e invece lui no.

Verso i quindici anni era diventato quasi maniacale, ossessivo-compulsivo: se si interessava a qualcosa, si impegnava a conoscerne ogni aspetto. Questo valeva per le arti marziali, la pittura, la musica classica e insomma tutte le sue passioni. Mi parlava dei libri che leggeva, sembrava divorarli. La mattina si svegliava presto e con entusiasmo, persino la domenica - mentre io poltrivo fino alle undici, lui si alzava alle sei e mezza - perché, diceva, aveva sempre qualcosa da fare e non gli bastava il tempo: un libro da leggere, una corsetta al campo d'atletica, un nuovo pentagramma da studiare al pianoforte. Viveva pieno di ottimismo, confidando che il meglio dovesse ancora venire e che lui sarebbe stato pronto ad affrontare il futuro, anzi, a cavalcarlo. Quando si iscrisse all'università ci perdemmo un po' di vista. Seguì un corso di studi scientifici particolarmente impegnativo ma nonostante questo, quando gli telefonavo oppure lo incontravo alla mensa degli studenti, con lo sguardo allegro di sempre, mi diceva che a volte studiava la notte perché gli veniva un'idea all'improvviso, magari prima di addormentarsi, e allora la sua curiosità lo portava a verificare la sua intuizione.

L'ho rivisto di recente, scendeva a una fermata degli autobus. Camminava mogio e quasi non m'aveva visto, ho dovuto chiamarlo io. Un po' perplesso per il suo aspetto così differente, gli ho chiesto come stava, cosa faceva adesso. Lui mi ha risposto "Non c'è male, tiro avanti". Ha trovato impiego in un ufficio e all'inizio, quando tornava a casa, studiava ancora, per esigenze che scopriva sul posto di lavoro, così ogni tanto proponeva qualche nuova idea per migliorare l'attività, semplificarla, sveltirla, ma pare che non gli abbiano mai dato granché ascolto, timorosi di cambiare le cose, così ha smesso di preoccuparsi: "Tutti quegli anni passati a documentarsi e a immaginare; tutte quelle ore passate a progettare, realizzare, testare, con l'ansia di fare le cose al meglio, e poi non riesci a farti capire da quelli con cui parli, che sono i tuoi capi. Allora mi sono detto: chi me lo fa fare?" Legge ancora, dice, ma senza più la frenesia di arrivare alla fine di un libro per passare a un altro e un altro ancora. La domenica si alza alle undici e mezza, resta in pigiama per un po' e passa il tempo davanti alla TV, con una tazzina di caffè in mano, a cui fa seguire una Merit, e guarda i programmi sul calcio. Evidentemente adesso il tempo gli avanza.

Ci siamo salutati, ripromettendoci di uscire una di queste sere, ma sono quelle cose che si dicono. Mentre Alessio si accendeva una sigaretta, io stavo tornando sui miei passi, ma lui mi ha chiamato e mi ha detto "Sai, Speaker... Sento ogni giorno come un -1, non un +1." Notando che non davo segno di aver capito la sua battuta da nerd, dopo aver dato un tiro veloce alla sigaretta ha continuato: "Cioè, prima la vita era una continua scoperta, un arricchimento. Adesso è solo un... Un giorno in meno da vivere. Hai presente?" "Sì, Alessio, credo di sì. Stammi bene."

Non ci siamo visti più.

Questa è Radio Free Mouth, io sono SpeakerMuto e sto ascoltando "High hopes" dall'album "The division bell" dei Pink Floyd. Voi fate come cazzo vi pare.

P.S.: quest'obbrobrio nasce da un mio commento sul post di Elle.

9 commenti:

  1. Oddio Speaker, ti ho pure ispirato! Comunque sì, era più o meno una malattia così anche la mia, anche se non a questi livelli: io ho sempre dormito sino alle 11 tutti i giorni ;)
    Solo che io sono arrivata ad una conclusione diversa: non imparare e approfondire per trovare soddisfazione nell'aiutare gli altri, bensì per me stessa: ho lasciato l'università per motivi che ancora mi rodono, non avrei voluto, ma è stato così, e ora i libri di testo me li studio senza l'obbligo di sostenere un esame, perché imparare ed arricchirmi mi piace ancora :)
    E più o meno vedo il -1 come un giorno in meno da organizzare, e il +1 come un giorno in più da ricordare.
    (in tutto ciò non vorrei far credere che siano scelte "filosofiche" facili, tutto ciò che vivo ora è in incubazione e perfezionamento e analisi da parte mia da circa tre anni!!)

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    1. "tutto ciò che vivo ora è in incubazione e perfezionamento e analisi da parte mia da circa tre anni"

      Ti sei data un periodo di prova? :^)

      E certo che mi hai ispirato, il post era molto bello. Io, diciamolo chiaramente, rubo a tutti quelli che seguo. Che poi ne esca qualcosa di buono, è tutto da dimostrare ;^)

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    2. No no, parlo a posteriori, e intendevo che le cose che ho fatto sono distribuite negli ultimi tre anni: la rinuncia agli studi è fresca del settembre scorso, l'organizzazione che cerca di tornare in auge ma senza ossessionarmi è più o meno del 2010, ma con botta finale dall'estate 2011, ecc..
      Se mi fossi data un periodo di prova, non sarei qui a raccontarlo perché, come ho scritto nel post, era proprio darmi delle scadenze che mi faceva mancare l'aria. Ma allo stesso tempo non darmene mi fa mancare la terra sotto i piedi.
      Più che "in prova" direi che vado per tentativi, finché non trovo la strada giusta per me :)

      C'è sempre qualcosa di buono in uno scritto, e ognuno può trovarlo dove più gli è congeniale: a volte le righe non ci dicono nulla, ma fra le righe troviamo uno spunto epocale ;)

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  2. Sei consapevole, vero?, di avere scritto una potente metafora della società stagnante in cui viviamo?

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    1. Nah, la nostra è una società di bamboccioni ;^)

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  3. Brutto proprio il disincanto, quando a spegnerti l'entusiasmo sono quelli intorno a te, come nel caso di Alessio.
    Mi prendo -0.5 per me (mal comune mezzo punto)

    Letta piacevolmente, come pure "Una persona in più".
    ;)

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    1. Giusto, K.! Dividiamo e facciamo che io, te ed S. siamo a -0.3 oggi ;^)

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