lunedì 27 febbraio 2012

Piccoli cambiamenti per sopravvivere

Scarico musica e film, come già detto. In effetti cancello la maggior parte degli album che scarico, perché spesso li ascolto per curiosità ma poi non mi piacciono granché. Nonostante la possibilità di download, e prima ancora che chiudessero i vari MegaUpload, prendo anche dei film al videonoleggio sotto casa, da diversi anni.

In un certo senso, per me noleggiare un film in videoteca è come andare in libreria. Se non so già cosa cercare, mi piace potermi perdere tra le copertine. Dietro ognuna di queste, oltre la trama, c'è il marketing per attirare il target corrispondente. Certo, anche se mi attirano le gambe di Natalie Portman in "Amici, amanti e...", quel tipo di pellicola non è il mio genere, adorando invece l'attrice in "V per Vendetta" e "Il cigno nero". Grazie al pazzo, direte voi.

Le prime volte che andavo al videonoleggio sotto casa, cioè esattamente sei anni fa, questo era un affiliato di "Primafila" ma, a sentire i ragazzi che lavorano lì, la società è fallita. Di conseguenza l'attività è passata sotto la gestione di "Hollywood party".

La cosa però che mi ha colpito è che negli anni il noleggio di DVD è diventata solo una parte del business. Certo, la vendita di patatine San Carlo e pop corn ci sta tutta, come accompagnamento alla visione del film, così come la vendita di video usati a prezzo ridotto. Pian piano però ha preso piede il merchandising che sfrutta la nostalgia per fumetti e cartoni animati tra la fine degli anni 70 e i primi anni 80. Ecco quindi poster, magliette, cappellini e portachiavi, con immagini di Lupin e Margot, Yattaman, Capitan Harlock, Spider Man e così via. Si trovano vetrinette con modellini in scala di personaggi più recenti e legati alle varie sottoculture, tipo Patlabor, Squadra Speciale Ghost o derivati dal fantasy tipo Signore degli anelli ecc.

Non è finita qui, perché a tutto questo si è aggiunta la vendita di giocattoli per animali, croccantini e palestre per gatti. Credo che il fondo, però, sia stata l'introduzione di una manciata tra slot machine e video poker, niente di più lontano dall'attività iniziale.

Cos'è successo in questi anni? E' successo che bisogna sopravvivere, e per farlo si cambia e ci si adatta a qualsiasi cosa. Si restringe lo spazio a disposizione per le cose che ci piacciono di più e se ne dà ad altro di cui non ci importa niente ma che serve per arrivare a fine mese. Si scende a compromessi. Pur andando pazzi per i film di Cronenberg o i monologhi di Al Pacino, gli impiegati servono i clienti che chiedono un'animazione per tenere buoni i bambini. Vicino l'ingresso, in un angolo in penombra, tra confezioni di croccantini e ossi di gomma, un avventore trascorre il tempo inserendo monetine in una macchinetta, sperando di vincere qualcosa, e quando gli capiterà continuerà a giocare perché non gliene fregherà niente della vincita in sé e perché è intrappolato nel gioco, ipnotizzato dalle lucine e i beep del videogame, come se cercasse sollievo nel fondo di una bottiglia di Moretti.

Ogni volta che entro in quel non-solo-videonoleggio, cerco di non guardare alcune parti del negozio, come quando un pensiero si affaccia alla mia coscienza e cerco di ricacciarlo indietro, perché non voglio farci i conti. Quegli angoli mi sanno di sconfitta e mi mettono una leggera tristezza, perché ci vedo un po' me stesso.

Questa è Radio Free Mouth, io sono SpeakerMuto e sto ascoltando "Tom Traubert's blues" dall'album "Small change" di Tom Waits. Voi fate come cazzo vi pare.

14 commenti:

  1. Insomma il noleggio si è trasformato misteriosamente in un cinema multiplex con ogni comforto! Strano non abbiano ancora pensato di far pagare anche l'ingresso!

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    1. Magari tra un po' si potrà entrare e chiedere un caffè al ginseng.

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  2. non è così male il cigno nero, e dire che me l'avevano proprio stroncato.
    Ma in Hesher l'hai vista? è particolare.
    Tornando al tema, da me il videonolo è ancora solo un videonolo, ma non riesce ad essere competitivo... per il mondo come gira mi sembra che i film gli arrivino un po' tardi, ecco.

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    1. In Hesher no, non sono sicuro sia il tipo di film per me.

      "Il cigno nero" è assurdo ma secondo me lei è straordinaria.

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    2. scusate se mi infilo ma la scena che il capo del balletto dice al tipo che sta ballando con la portman se se la scoperebbe e allora quello che la ballava storce il naso. capito quale scena? ecco quando si dice un film assurdo.

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    3. Sì, in effetti. Certo è che, estetica a parte, il personaggio della Portman odora di nevrosi, ma questo è un altro discorso.

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    4. sexondo me però, la duplicità del personaggio non è presentata male. certo non è fight club, ma si fa guardare.
      il ballerino magari era gay...

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  3. che male all'angolo del cuoretto che ho sentito.

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    1. Dove c'è il tizio che gioca al videopoker?

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    2. proprio li. conosco quell'angolo e quel tizio e quel videopoker. fa male.

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    3. Sorry Erika. Anche io ho qualche angoletto un po' malandato.

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    4. ma figurati...anzi si riflette, fa bene.

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  4. capisco...anche se da me i negozi sono già un bazar
    e ci sono zone che sembrano dei veri suq...
    ma il mio macellaio ad esempio, per non essere strozzato dai super alla fine è diventato quasi un piccolo emporio...
    tristezza:(

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