Ti svegli in piena notte, evitando di guardare l'orologio per non sapere che ora è. Poi lo guardi comunque, rendendoti conto che hai dormito solo un'ora e ti sei svegliato con le palpitazioni.
Perché? Solo una domanda, troppe risposte. Oppure semplifichiamo, dai: hai paura. Abbassa la frequenza delle pulsazioni, o ti verrà un infarto a trentasei anni. Non per la morte in sé, ma perché sarebbe un attimino ridicolo, tu che da bambino ti ingozzavi di pane con burro e coca cola e adesso mangi crostini integrali e chiare d'uovo.
C'era un tempo in cui pensavi di poter dominare questa emozione; quando accadeva, potevi definirti "giovane", con la cieca fiducia nelle tue possibilità; adesso queste possibilità sono diventate limiti certi, anzi certificati con tanto di radiografie.
Cosa c'è che non va? Pensaci un attimo, è davvero così grave? Su, prendi una pillola.
E' vero, il tutto è più della somma delle singole parti, ma scopiazzare da wikipedia non ti rende più sveglio. E' come andare da uno psicologo: trovi i motivi ma non le soluzioni, e questo lo sa persino l'autore del noioso "Il club degli incorreggibili ottimisti", quindi anche tu sei noioso.
Quando ti capita un guaio, sai che lo attraverserai come un cerchio di fuoco. Potrai scottarti, ma arriverai dall'altra parte. Tu però hai paura del fuoco. Figurati se ti arrivano tante cose insieme: i cerchi formano un tunnel.
Hai paura, paura, paura. Paura del futuro. Paura di perdere la libertà. Paura di fare la scelta sbagliata. Paura di fallire. Paura di impegnare tutto te stesso in un progetto senza valore. Ma non aver paura delle pillole, puoi pensare che ti rendano più figo, come Dr House.
Dormi e sogni di rovesciare una libreria, di essere alla stazione e prendere il treno sbagliato, di trovarti su un precipizio e fare un passo falso.
Nella lotta per la sopravvivenza della specie non avresti avuto scampo. Prendi un'altra pillola. Vai in vacanza. Ridi. Distraiti. Svuota la mente. O sarai svuotato da quella fottuta paura.
Paura di essere l'unico a pensarla così. Paura di veder passare gli anni senza riuscire a combinare niente. Paura di aver sbagliato tutto e di sbagliare ancora. Paura di scoprire che sei lo scemo del villaggio. Paura di bruciare l'unica occasione che avevi.
Su, prendi una pillola.
Questa è Radio Free Mouth, io sono SpeakerMuto e sto ascoltando questo. Voi fate come cazzo vi pare.
con un poco di zucchero, magari.
RispondiEliminagustosa song... bella così, cliccabile mentre leggiamo, crea l'ambient giusto.
Che poi la paura di fallire è molto peggio della consapevolezza di aver fallito. Almeno così è per me. Se penso ai miei (non molti) periodi di gloria, sono sempre stati scatenati da un fallimento. Cioè a me per aver l'approccio e i risultati giusti serve il fallimento. Solo che poi dura poco. E torna la paura che davvero ti mette a 90. Il mio problema è che poi io ho paura pure delle pillole. E questo è un pò un casino.
RispondiEliminaMa hai paura delle pillole prima di prenderle? Se le prendi poi ti passa.
Elimina"Se penso ai miei (non molti) periodi di gloria, sono sempre stati scatenati da un fallimento."
Eh, se però come me hai paura di avere una sola opportunità...
Io ho una paura immensa che tutto finisca. Sempre
RispondiEliminaLa fine conclude anche la paura.
EliminaSi. Ma per prenderle e capire che poi passa dovrei superarnela Paura. E non lo faccio.
RispondiEliminaEh nulla se pensi sial'unica o scegli tu o sceglierà (o non sceglierà) la tua Paura. Se ti va bene è felicità, se va male è fallimento (però penso sia preferibile sia tu a scegliere. E non la paura). Tanto comunque dal fallimento ci si rialza sempre. E quando ti rialzi ti accorgi che c'erano lì altre opportunità proprio dietro l'angolo. Che magari avrai paura di cogliere etc etc, ma insomma le opportunità esistono.
E per me il momento dopo il fallimento è glorioso. Perchè sono senza Paura. Ho già appena fallito. Ma io sono un pò strana.
Grazie La Piz, apprezzo il tuo incoraggiamento a non aver paura di fallire.
EliminaE' un periodo in cui attraverso simili paure. Voglio trovare una strada e percorro tutte le altre, ma tutte quelle possibili e immaginabili, tranne quella, grande e luminosa davanti a me, ma io no. Scappo. Non so come si reagisce alla paura.
RispondiEliminaNon so quanto possa essere condivisibile ma per me la paura si combatte col pensiero della morte; ogni nostro problema o timore presunto o reale che sia, sparisce se riflettiamo davvero sul nostro essere "effimero".
RispondiEliminaPorcaputtana come son stata seria, mi sono impaurita! ;)