A un certo punto aveva chiesto loro:
- Avete mica notizie di Valentina?
- Valentina? Valentina chi?
- Valentina, la mia ex.
I suoi amici erano rimasti un po' perplessi: a una settimana dalle nozze pensava ancora alla sua ex? Comunque nessuno sapeva dirgli niente.
Quando tre anni prima lei lo aveva lasciato, avevano litigato di brutto. Lui non aveva fatto altro che raccontare peste e corna di lei, insultandola nella pubblica piazza di fronte ai suoi amici, raccontando dei regali che lui le aveva fatto; adesso però lui aveva buttato tutto quello che riguardava entrambi, tutto ciò che li aveva legati: orologi, indumenti, CD.
Dopo qualche tempo Will aveva conosciuto Chantal, si erano messi insieme e infine avevano deciso di sposarsi. Sembrava c'avesse messo una pietra sopra.
Ma William non si rassegnava, era tormentato dal pensiero di Valentina. Quando poteva, passava fugacemente con l'auto davanti l'azienda dove lavorava lei, per vedere se usciva per un gelato o a comprare le sigarette. La cercava su FaceBook, ma non le chiedeva l'amicizia: si accontentava di guardare le foto che lei non aveva protetto con le impostazioni della privacy. L'aveva cercata su Google e aveva scoperto che si era sposata e che aveva messo le foto del matrimonio su un sito; Will guardava suo marito e pensava che non la meritava. Aveva anche trovato che scriveva recensioni di libri, quella stupida che pensava sempre di sapere tutto.
Lui la cercava senza avere idea di cosa avrebbe fatto se l'avesse incontrata: l'avrebbe salutata o insultata? Si sarebbe girato dall'altra parte? Le avrebbe sorriso e si sarebbe fermato a chiederle "Come va?"? L'avrebbe presa a schiaffi?
Disperatamente, William desiderava avere ancora qualche frammento di lei, fosse solo una JPG sfuocata. Si pentiva di tutto quello che aveva gettato o cancellato, compresi gli SMS, i numeri di telefono, le mail e gli indirizzi mail, ma l'aveva fatto temendo che non avrebbe resistito e l'avrebbe richiamata, cosa che non poteva assolutamente fare, lo sapeva, perché si sarebbe solo reso ridicolo: Valentina non voleva più vederlo, era finita e non c'era niente da fare, niente da spiegare. Non si poteva tornare indietro.
William parlava da solo. Ma in realtà discuteva con lei: le rinfacciava tutti i bei momenti che avevano passato insieme. Quella strega, pensava Will, non si faceva neanche sentire. Nemmeno per chiedere "Come stai?". Come poteva essere così crudele? Davvero lui non avevo contato nulla per lei? E tutte le notti passate insieme, tra le lenzuola disfatte? O in auto, o al mare, a condividersi il freddo e una sigaretta? Tutti i rantoli, gli orgasmi, le unghie dietro la schiena, i "Ti amo" mentre erano uno sopra l'altra? Tutti i risvegli con il mal di testa in due per essersi ubriacati la sera prima, tra una risata e l'altra, e essersi sentiti complici, appartenenti a un mondo che conoscevano solo loro, e aver fatto l'amore e aver mandato a fanculo tutto il resto perché loro si bastavano da soli e non gli importava del lavoro, delle bollette, del futuro, dei genitori che rompono sempre anche se hai trent'anni? Maledizione, come cazzo faceva lei a non chiamarlo e dirgli: "Siamo stati bene insieme, mi manchi?"
Perché lei lo pensava ancora ogni tanto, ne era certo, con tenerezza o odio non gli importava, ma dentro doveva essere così cattiva da non chiamarlo sapendo che lui soffriva per questo. Ma forse non lo pensava più e basta e sarebbe stata la cosa peggiore: lui si tormentava mentre lei viveva tranquilla la sua vita lasciandosi il passato alle spalle come se non fosse successo nulla di importante. Chiudi la finestra, che entrano i ricordi. Semplice, vero Vale?
E Will conduceva la sua, di esistenza: una moglie, un figlio in arrivo, una casa con il mutuo da pagare, un lavoro che lo teneva a una scrivania tutto il giorno, la domenica dai suoceri, con la paste prese al bar. Ogni tanto faceva l'amore con Chantal ma pensava a Valentina, e si nascondeva nell'incavo del collo di lei per non far vedere che piangeva, e la penetrava con più forza e le faceva male, perché voleva far del male a Valentina ma non poteva, e sua moglie gli diceva poi "Oggi eri così passionale!" e lui l'abbracciava per non guardarla negli occhi.
E ogni tanto, se si fermava a pensare un istante di troppo, sentiva che il meglio della sua vita era già passato e non sarebbe tornato più.
Questa è Radio Free Mouth, io sono SpeakerMuto e sto ascoltando "You can't save me" dall'album "Into the black" di Richie Kotzen. Voi fate come cazzo vi pare, io ero andato un attimo di là.