mercoledì 27 luglio 2011

Corsa a ostacoli

Trentasette minuti di corsa. Parafrasando Natale in "Ragazzi fuori": non sono tanti ma non sono nemmeno pochi.

In merito, un parco sotto casa ha dei vantaggi:
  1. Non devo prendere l'auto e bestemmiare nel traffico romano, tra semafori infiniti e teste di cazzo stressate perché ogni giorno stanno quattro ore nel traffico romano, tra semafori infiniti e teste di cazzo stressate ecc.
  2. Torno a casa dall'ufficio, il tempo di cambiarmi e posso sgranchirmi, dopo una giornata tra note protocollate, riunioni inutili, ostacoli burocratici, ecc.
  3. Se piove resto a casa, ma appena si apre uno spiraglio tra le nuvole posso scendere e sperare che il tempo regga per una quarantina di minuti
Inoltre il parco ha salite e discese ed è costituito da più percorsi, il che rende meno noioso il tutto. (Perché la corsa, diciamoci la verità, è una palla.)

Certo, ci sono anche dei piccoli difetti.

Ad esempio, il luogo è frequentato da gruppetti di persone. E fin qui.

Tra questi, ricordo che fino a qualche anno fa c'era una simpatica signora anziana.

La vecchia rincoglionita arteriosclerotica si impuntava: secondo lei il parco non era a disposizione di chi praticava un po' di jogging o voleva fare due giri in bici, per cui mentre gli amici suoi lasciavano un po' di spazio sui viali per farci passare, lei usciva dal gruppo e ostruiva apposta il passaggio, oppure inveiva contro chi le chiedeva ragione delle sue azioni da sociopatica.

E' un po' di tempo che non vedo la tenera nonnina. Spero sia morta. Sola. E fanculo il buonismo.

Un altro problema sono i cani. Non ci sono randagi: a rompere i coglioni bastano quelli delle comitive di cui sopra.

Quando ero piccolo c'era un pastore tedesco nella via in cui abitavo, chiuso dietro un cancello, che abbaiava come un ossesso appena passava qualcuno. Era possente, feroce, incazzato col mondo. Ho passato la mia infanzia sforzandomi di pensare che i cani non sono tutti così, che non bisogna averne paura, che sanno essere docili, affettuosi e intelligenti. Poi mi sono arreso.

Il cane non è il miglior amico dell'uomo; piuttosto ha caratteristiche simili. Può essere intelligente o stupido, buono o cattivo, di buon umore o con le palle che gli girano. Potete guardare tutti i "Dog whisperer" di 'sto cazzo, ma se andate a casa di Lei e trovate un animale che gira in tondo per mordersi la coda o ti abbaia quando è legato e una cana che salta la recinzione per mangiare le galline della vicina o ti guarda male mentre le fai una carezza perché ha lo stress da allattamento dei suoi sette cuccioli... Be', forse rifletterete sul fatto che "Lassie" era solo un telefilm per bambini.

Tornando alla mia corsetta, mi è capitato un po' di tutto. Ad esempio oggi, mentre mi dirigevo verso il parco, ho incrociato due tizi con cani al guinzaglio; uno di loro, appena mi ha visto da lontano, mi ha abbaiato (un canide, non un tizio). E siccome percorrevamo la stessa via, 'sto cazzo di cane si sentiva seguito dal sottoscritto, si girava a guardarmi con diffidenza e continuava ad abbaiarmi. Ora io dico, rincoglionito che non sei altro, secondo te non ho di meglio da fare che seguire un disgraziato pulcioso come te?

Mi è capitato anche di peggio. A volte i cani sono ostili tra loro, si contendono il territorio, menate così. Una bestia a confronto con un'altra (notare la terminologia da vero etologo) diventa aggressiva anche con i componenti del gruppo o comunque con gli estranei alla contesa. Un giorno correvo per i fatti miei e stavo passando vicino a un cane che ce l'aveva con un suo simile; l'animale ha deciso bene di scaricare la sua aggressività cercando di mordermi il quadricipite, cosa che mi ha spinto a schivare le sue fauci ed esclamare "Mortacci tua...".

Una cosa che gli animali non sopportano è vedere qualcuno comportarsi in un modo che non capiscono. Se il jogging è forse visto come un gioco, lo stretching non ha alcun senso per loro. E quando un animale aggressivo vede qualcosa che non capisce, si incazza e decide di aggredire (ecco spiegati i bulli del liceo: non capiscono un cazzo).

E insomma ero lì che allungavo i miei bicipiti femorali quando ho notato che, mentre i loro padroni chiacchieravano di argomenti altamente filosofici tipo "Grande fratello" o la cabina affittata a Ostia, due dei loro cani mi fissavano; hanno quindi cominciato ad avvicinarsi a me ringhiandomi contro. In quei pochi istanti ho perso due anni di vita per la paura. Per fortuna sono stati richiamati dai proprietari in tempo.

Forse esagero, sarò paranoico. Però non riesco a togliermi dalla mente l'immagine di una belva che mi salta addosso e mira alla gola e io cerco di proteggermi con il braccio e quella me lo azzanna lacerandomi i tendini e magari io cerco di prendere le chiavi di casa per provare a colpirlo negli occhi per fargli mollare la presa ma la fiera è più rapida di me e mi morde anche l'altro braccio e poi sono a terra e non riesco a staccarmela di dosso e quel mostro si è ormai eccitato a sentire il mio sangue e non si ferma più e...

E comunque, come dicevo, avere un parco sotto casa ha dei vantaggi. Uno di questi è la possibilità di tornare a casa per lo stretching, trovando un comodo materassino per sdraiarsi a terra senza sporcarsi e acqua fresca dal frigo. Evitando così pensieri strani. A me e ai cani.

Questa è Radio Free Mouth, io sono SpeakerMuto e sto ascoltando "Given the dog a bone" dall'album "Back in black" degli Ac/Dc. Voi fate come cane vi pare.

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