In questi giorni assisto a un avvicendamento: fuori un vecchio coinquilino, dentro uno nuovo.
Mi chiedo: come sarà quest'ultimo? Sarà un tipo accomodante o cacacazzi? Disordinato o igienista?
Ho già parlato delle condizioni in cui può trovarsi una casa condivisa. Vorrei che le cose non peggiorassero.
Certo, abbiamo cercato un lavoratore che avesse più o meno i nostri orari di lavoro, in modo da non incrementare i consumi di gas e luce; non fumatore; niente animali (al massimo pesci rossi). Abbiamo anche chiesto un incontro vis à vis per avere una prima impressione. In casa abbiamo poche regole: facciamo la differenziata, ognuno lava i propri piatti e per fortuna paghiamo una colf per tutto il resto, così da evitare turni di pulizia (e conseguenti liti: "Toccava a te pulire!", "Io non tocco lo schifo che hai lasciato!" ecc.).
Ma tutto questo non basta per prevedere carattere/esigenze/difetti del nuovo arrivato e il rapporto che si instaurerà tra lui e noi.
I miei lunghi trascorsi in appartamenti condivisi con studenti o lavoratori mi hanno permesso di individuare alcune categorie di coinquilini. Eccole.
L'uomo invisibile: categoria (da me) apprezzatissima. In pratica non c'è mai. Spesso è uno studente che ha preso la stanza in affitto quando si è iscritto all'università, poi ha deciso di usarla come appoggio per gli esami, preferendo studiare a casa propria, con la madre che cucina, lava e stira. Oppure è uno che lavora lontano da casa e quando esce dall'ufficio va direttamente in palestra, tornando la sera tardi.
Il cazzone: individuo bizzarrissimo e inconcludente, comunque simpaticissimo. Arriva e va al supermercato spendendo tutto quello che ha, lasciandosi solo i soldi per il biglietto di ritorno. Dopodiché passa il lunedì compilando il menu della settimana e gli altri giorni scrivendo "Cosa comprerei se avessi cento milioni di lire" (o gli attuali cinquantamila euro).
Ha la stanza piena di poster e calendari di sorcone, bottiglie di birre e sottobicchieri che colleziona fregandoli nei vari pub. Ogni tanto lo si sente parlare da solo, spesso citando battute di "Frankestein junior".
Naturalmente non studia mai e ogni anno rischia di partire militare (rischiava, quando la leva era obbligatoria), finché non riesce a darsi la materia necessaria a fine dicembre, in una sessione straordinaria durante la quale riesce a non insultare il docente. Usa spesso la scrivania come tavolo da ping pong.
L'artista: c'è spesso un inquilino fissato con qualcosa di artistico. I peggiori sono gli appassionati di musica, dato che invadono lo spazio altrui: mettono lo stereo a palla, costringendo i coinquilini ad ascoltare roba post-jazz tipo Charlie Hunter, convinto che a loro faccia piacere un po' di "educazione musicale" (finché qualcuno non urla "Basta con questa merda!").
Mentre gli altri vogliono guardare in santa pace la partita della nazionale contro Estonia-Lettonia-Lituania, lui si presenta con la chitarra esercitandosi con le scale cromatiche, creando un poco gradevole sottofondo.
Questo ero io quindici anni fa.
L'organizzatore: è il vero fulcro attorno a cui ruota la sopravvivenza della casa. Ricorda agli altri di buttare la spazzatura, fissa i turni di pulizia, se si rompe qualcosa va a comprarla. In pratica è l'opposto del caos. Personalmente stimo anche questa categoria.
Il tossico: l'aggettivo non si riferisce a barattoli di Nutella pieni di erba comprata dall'amico spacciatore o alle piantine tenute nell'armadio; piuttosto, viene attribuito al classico elemento di disturbo della casa (all'opposto dell'organizzatore). Costui sporca in maniera esasperante. Praticamente caga sul tavolo della cucina.
Quando gli altri devono usare qualcosa "imbrattato" da lui vengono colti dall'esasperazione, consci dell'inutilità della cazziata (che comunque gli fanno), solitamente degenerando in vera e propria lite.
Quando tocca a lui pulire, lo fa di malavoglia e con pessimi risultati. Spesso prende "in prestito" la roba altrui, dalle bottiglie d'acqua ai succhi di frutta, dagli occhiali da sole ai vestiti.
Se facesse tutto questo con innocenza, ci si incazzerebbe di meno, ma è l'atteggiamento della serie "faccio quello che cazzo mi pare e non do retta a nessuno" che fa girare i coglioni.
Si potrebbe pensare che "il tossico" sia il caso peggiore. Invece no. Incredibile a dirsi, è secondo, dietro a:
Il pasticcione: a differenza del precedente, questo esemplare di coinquilino non mette assolutamente malizia in quello che combina.
La sua caratteristica è la testa per aria. Il pasticcione ti telefona chiedendo se sei ancora a casa, perché si è scordato le chiavi dentro; tu torni dall'ufficio e scopri che in realtà le ha dimenticate appese all'esterno della porta di casa. Praticamente un test sull'onestà dei vicini.
In una giornata ventosa lascia lo sportello della caldaia (esterna) aperto, il vento la fa staccare, per cui la fiammella viene spenta continuamente e tu, che volevi farti la doccia, sei disperato perché morirai di freddo. E sporco. E andrai all'inferno, per tutte le bestemmie che nel frattempo hai lanciato.
Mentre cena in salotto, guardando tranquillamente la TV, dimentica la padella usata sui fornelli, con la fiamma accesa, carbonizzando la stoviglia e incrementando la cifra sulla bolletta dell'Eni.
Da qui a lasciare inavvertitamente il gas aperto e far saltare la casa, ritrovandosi tra i fatti di cronaca dei quotidiani, il passo è breve.
Quindi incrociamo le dita. Altrimenti toccherà a me cambiare appartamento. Per l'ennesima volta.
Questa è Radio Free Mouth, io sono SpeakerMuto e sto ascoltando "Who are You" dall'omonimo album dei Who. Voi fate come cazzo vi pare.
allora speriamo che arrivi l'uomo invisibile :-)
RispondiEliminaHo scoperto ieri sera che fa i turni...
RispondiEliminaTi ho risposto di là.
RispondiEliminaComunque:
"L'INVISIBILE FOREVER!" :)
Allora aspetto il post sull'inquilino "Stronzo" (quello che ti ha fatto litigare col padrone di casa).
Ciauz.