mercoledì 8 giugno 2011

Brutte bestie AKA Come cucina mia madre

In periodo di feste natalizie o ferie estive, la mia Lei vuole stare ca'a famigghia in Sicilia. Di conseguenze passo qualche giorno da mia madre. 

Molte persone, menzionando il ritorno a casa, pensano subito alla cucina materna. Quelle belle parmigiane, i pasticci di lasagne, le frittelle di cardi ecc. "Ah, come cucina mia madre..."

Io invece.

Al pensiero di passare qualche giorno con lei, già mi innervosisco pensando alla sua voce. Ormai mi dà fastidio anche solo il timbro, perché per il resto provo a farmi scivolare addosso i vari:
  • "Vedi che..."
  • "Cerca di..."
  • "Stai attento che..." (Vede rischi dappertutto. C'è una scadenza a settembre? Me la ricorda ad aprile.)
  • Il migliore di tutti: "Posso dirti una cosa senza che ti arrabbi?" che, ça va sans dire, mi fa incazzare come una bestia.
(Donne, quando ci rinfacciate "Possibile che non mi ascolti mai???", be', adesso ne conoscete l'origine.)

Una settimana con lei e ritrovo tutte le sue nevrosi. Ad esempio, mia madre è una grande entomologa. Più o meno.

Appena vede un solo insetto comincia a sentire prurito da tutte le parti. E' capace di smantellare la credenza perché ha intravisto una formica. Lei naturalmente non si dà pace:

- Ma si può sapere da dove vengono??? Brutte bestie!

A causa delle bestie viviamo murati in casa, con finestre o serrande chiuse, quando non munite di zanzariere (che comunque non sembrano essere sufficienti, "Brutte bestie! Entrano lo stesso, lo sanno loro da dove!"). Di conseguenza diventa improponibile passare cinque minuti al balcone a prendere un po' d'aria o qualche raggio di sole.

Ho ancora in mente i battiscopa ricoperti di schiuma insetticida. Io ho provato a spiegarle che quella roba forse uccide gli insetti, in compenso è tossica per noi ma lei mi risponde:

- E che devo vivere, in mezzo alle bestie???

Se avesse abitato dove stavo io qualche anno fa, apriti cielo.

E se mi azzardo ad aprire una finestra per far cambiare un po' l'aria, puntualmente arriva il suo:

- Stai attento che™ entrano le lucertole!

Figurarsi.

Dopodiché salto in aria perché vedo (toh!) una lucertola accanto al mio piede scalzo. C'ha pure ragione, mia madre!

E insomma, dicevamo, della cucina materna?

Be', mia madre ha perso un po' il tocco. Non consulta più "Il cucchiaio d'argento". Si è disabituata a stare tra i fornelli, visto che:
  1. Lavora
  2. Per motivi di salute, non può mangiare molte cose (c'ha pure l'intestino nevrotico)
  3. Da quando è morto mio padre, vive da sola; a cucinare solo per se stessi passa la voglia
Per cui quando prepara i "quattro salti in padella" le dico che sono buoni. E se lei mi racconta cose di cui non m'importa (tipo i prezzi a memoria dei detersivi, comparati tra ben tre supermercati diversi) io cerco almeno di far finta di seguirla.

Questa è Radio Free Mouth, io sono SpeakerMuto e sto ascoltando "Mother" dall'album "The Wall" dei Pink Floyd. Voi fate come cazzo vi pare.

0 commenti:

Posta un commento