venerdì 29 aprile 2011

Padrona della tua vita

Vi leggo la lettera di una nostra ascoltatrice:

"Caro SpeakerMuto,


mi chiamo Jessica, ho venticinque anni e ti scrivo perché ho bisogno di un consiglio.


Vorrei rifarmi il seno. Ho solo una seconda e vorrei almeno una quarta.


E' da quando sono adolescente che mi guardo allo specchio e penso: ma quando crescerà? Invidio le mie amiche pettorute! Tutto quello che si mettono sta bene e anche se hanno un po' di pancia non si nota.


Io sono stanca di portare il pezzo sopra dell'intimo bianco e quello sotto nero! Al mare mi prendono sempre in giro, mi dicono che sono una tavola da surf!


Non è il mio ragazzo (di lunga data) a spingermi a farlo. Sono io che voglio. Penso che mi sentirei meglio con me stessa.


Cosa ne pensi? Visto che anche tu hai voluto fare un intervento di chirurgia, confido nella tua comprensione. Anche se a volte sembri misogino :)


Baci,
Jessica."

Bene, ringraziamo Jessica per la sua lettera. (Misogino? Io?)

E' vero, mi sono fatto operare di PRK. E non perché ne avessi un bisogno fisiologico. Tutt'altro: con gli occhiali vedevo leggermente meglio, paradossalmente per via di un'imperfezione - il destro arrivava a dodici decimi. E comunque l'astigmatismo ritorna dopo un po'.

Per rispondere alla tua domanda, provo a riflettere sul perché l'ho fatto io.

Una semplice ragione: non volevo più guardarmi allo specchio con gli occhiali. Per tanti motivi.

Da bambino, come già detto, mi drogavo di televisione. E se da una parte c'erano gli eroi, i protagonisti, i vincenti, dall'altra c'erano gli sfigati, gli imbranati, i perdenti. Questi ultimi portavano sempre gli occhiali. (Con poche eccezioni: vedi "La rivincita dei nerd" o "I ragazzi del computer". E ho detto tutto.) Di conseguenza mi si fissò in mente l'associazione sfigato = con gli occhiali.

In quarta elementare cominciai a portare gli occhiali.

Ora, c'è chi dice: "I bambini sono di sinistra" ma io non ci credo. Si può dire che sono l'estremizzazione dei comportamenti umani (direbbe il Signore delle Mosche). Io direi anche: i bambini sono proprio bastardi. Ma certe volte anche gli ottici o sono incredibilmente idioti o hanno un senso dell'ironia molto particolare: come si fa a chiamare il proprio negozio "Quattrocchi"? Che poi la parola in sé non vuol dire nulla, ma da piccoli ogni epiteto ricevuto rappresenta un'ingiuria solo per il fatto che viene usata come tale. Come se facessi piangere un altro dicendogli "camicia colorata" o "Ford Fiesta Clever".

In realtà è già la natura che ci fa guardare in maniera diversa chi porta gli occhiali.

  1. Sono indice di un difetto, di una debolezza, di una patologia
  2. In "tenera" età sono ancora pochi quelli che li portano, quindi ti marchiano come un outsider del gruppo; come una pecora nera o un cane rasato
  3. Ricordano gli occhi di certi insetti, che ci fanno impressione in quanto sono morfologicamente molto diversi dagli umani per la presenza di antenne, molti più arti di noi ecc. (Proprio per motivi simili gli studiosi di robotica si applicano per dare fattezze umane ai robot - Asimov docet)
Ho provato con le lenti a contatto ma non le tolleravo, mi hanno fatto venire la congiuntivite. Più o meno come se la nostra Jessica usasse un wonderbra e le venisse la psoriasi.

E insomma da quando non porto gli occhiali mi sento più "me stesso". Volevo farlo da tanto e credo che sia stato il regalo migliore che mi sia mai concesso da maggiorenne.

Quindi, cara Jessica, come puoi vedere non ho nulla contro la chirurgia estetica (considerando anche la rimozione di difetti visivi come tale, alla fin fine - non lo si fa per altro motivo se non quello estetico). Non ti racconterò storie del tipo: "Non devi essere bella fuori ma dentro" perché è la più grossa stronzata che possiamo dire in questo mondo di ipocriti che poi sbavano appresso alla prima maggiorata che passa. La vita reale non è fatta di buoni sentimenti, empatia e spiritualità ma di apparenza, di bellezza, di appeal.

Però.

Domanda: cosa succederà dopo aver ottenuto la tua quarta?

Sarai soddisfatta della tua immagine allo specchio. A parte che la tua taglia di adesso non andrà più bene, comincerai a vestirti in maniera più ricercata per valorizzare maggiormente il tuo (nuovo) corpo. Ti truccherai diversamente.

Poi ti accorgerai degli sguardi dei maschi. Parlo degli uomini che non ti conoscono e che ti incroceranno per strada, ma anche di quelli abituati alla "vecchia" Jessica e che capiranno benissimo (se vorranno pensarci) che qualcosa è cambiato dall'oggi al domani. Persino il tuo chirurgo estetico ti guarderà con occhi differenti appena finita l'operazione. Sentirai i loro sguardi su di te. Il loro desiderio di possederti, potente e pulsante, che fa perdere loro la ragione.

A quel punto realizzerai di avere un potere. (Cosa ben diversa dal non portare più gli occhiali.)

E allora la domanda diventerà: cosa ti succederà?

Vorrai recuperare il "tempo perduto"? Vorrai comportarti come, quando eri adolescente, hai visto sempre fare alla tua amica figa, che prendeva e lasciava i ragazzi come niente? Tradirai il tuo compagno pensando: "Mi merito un po' di auto-indulgenza, perché ho invidiato le altre e sopportato per troppo tempo, ora voglio finalmente godermi questi momenti"? Ti sentirai finalmente padrona della tua vita?

Be', Jessica, a questo punto la risposta alla tua domanda è la seguente.

Fa pure. Chi sono io per proibirti di essere quello che hai sempre desiderato di essere?

Questa è Radio Free Mouth, io sono SpeakerMuto e sto ascoltando "Rosemary" dall'album "Wasting light" dei Foo Fighters. Voi fate come cazzo vi pare. Compresa tu, Jessica.

P.S.: Misogino io?

Nessun commento:

Posta un commento