Quali possono essere gli indicatori di tale status?
La carta d'identità e un'occhiata tra le mutande potrebbero essere delle soluzioni non esaustive. Non parlo solo di appartenere al genere maschile, ma anche l'essere virile.
Ulteriore aiuto potrebbe provenire dai miei sogni. Nell'ultimo ero a letto con Debora Caprioglio, nuda, e la consolavo per qualcosa che la turbava, approfittandone per palparla. Ma forse perché ho visto il film "Paprika" una cinquantina di volte, nel sogno ero la padrona del bordello in cui Debora lavorava. Comunque il "nuda" di prima era riferito a lei.
Va bene, allora diciamo che ci sono due alternative:
- sono una lesbica
- sono un maniaco sessuale, ma uomo ed eterosessuale
- seguire il calcio, la formula 1, ecc. in TV
- andare dal barbiere e parlare di calcio, formula 1, ecc.
- scaccolarmi, ruttare, scorreggiare
- leggere "Quattroruote", "Al volante" ecc.
Invece per il quarto non ce la faccio proprio. Mi sono puntualmente addormentato nel leggere le recensioni su "La nuova ammiraglia della casa X" o "Tre city car a confronto".
Tuttavia nel bagagliaio della mia auto si trovano, oltre le dotazioni di default, altri utili strumenti:
- bottiglia d'acqua per il radiatore (se possibile distillata e sulle vetture precedenti anche una confezione di olio per motori)
- cavi per la batteria (che solitamente si comprano dopo la necessità, io invece li ho comprati con la scusa che dovevo aiutare un amico)
- secondo giubbotto fluorescente per le soste di emergenza (il primo è infilato nello vaschetta dello sportello lato guidatore)
- guanti da lavoro per cambio gomma (già usati, ahimè)
- tanica in plastica per il carburante nel caso rimanessi a secco nel Wyoming
E tuttavia faccio rifornimento nella parte del "servito". Arrivo, apro lo sportello e do le chiavi al benzinaio. Poche, misurate parole. Dopodiché mi rigiro i pollici. E penso che forse sono l'unico uomo che non provvede da sé, impugnando virilmente la pompa e inserendola nel bocchettone, facendola scorrere dentro per bene, e versando il carburante; e una volta riempito il serbatoio fino all'orlo, tirar fuori stando attento a non sporcare. (Se queste mie parole vi hanno provocato pensieri maliziosi, allora forse dovreste consultare un medico - ma uno bravo.)
Allora guardo gli interni degli altri abitacoli e scopro che ci sono altri maschi beta che non sentono il bisogno di mostrare la loro virilità esponendosi alla rigida temperatura del mattino. Non solo: evidentemente non stanno lì a pensare "Col self-service risparmio, che 'sti stronzi di petrolieri alzano sempre il prezzo della benzina! Con tutte le guerre che fanno, gli basterebbe essere azionisti di società produttrici di armi e guadagnerebbero due volte! Per non parlare dei benzinai che allungano il carburante con l'acqua. Poi dicono sempre che è colpa delle accise, ma mi facessero una pompa!" (Appunto)
Ora, magari gli altri lo fanno per comodità. Io per tutt'altro motivo: per far controllare acqua e olio.
E che ci vuole a controllare acqua e olio da soli, diranno i 6 lettori fissi di questo blog?
Nulla. Se non fosse che tre anni fa ho fottuto la testata dell'auto perché avevo una perdita nel radiatore, nonostante avessi controllato il livello una settimana prima. Attenzione però: questa perdita del cazzo era subdola: cominciava a gocciolare quando il motore si scaldava e si dilatavano alcuni tubi. (Ma siete proprio dei maniaci!)
E allora io mi cago addosso che possa accadere di nuovo, per cui i primi giorni che avevo l'auto nuova controllavo il livello dell'acqua ogni giorno. In effetti verificavo anche quello dell'olio, ma nella mia Reanult Clio del '98 l'asticella usciva nera come la pece, mentre in quella nuova, targata "SP343MT", l'indicatore è più cristallino di un olio marchiato "extravergine" anche se è tagliato con l'acqua (come fanno i benzinai insomma, vedi che tutto torna?)
Io parlo spesso agli oggetti inanimati, come ho già detto. Soprattutto con la mia auto, come Michael J. Fox con la De Lorean quando non vuole partire. Se solo durante l'accensione fa un rumore diverso le dico: "Oh, che hai? Non farmi spaventare. Era un colpo di tosse? Devo preoccuparmi?". Certe volte mi viene voglia di abbracciarla (come Pozzetto in "Zucchero, miele e peperoncino") e dirle: "Bella, bella! Vieni qua, lasciati dare un bacio" perché ogni minuto in cui va tutto bene è un motivo per ringraziarla di esistere. E di resistere.
Ero affezionato alla mia vecchia auto, anzi alla mia auto vecchia. Non so, credo si instauri uno strano rapporto per cui se tutto va bene, pur sapendo che le condizioni del mezzo non sono proprio ottimali, ti sembra che sia un po' merito tuo. E quando vedi passare una vettura nuova pensi: "Ma guarda sto stronzo che fa tanto lo sborone perché ha la sua BMW Classe C o la sua AUDI A4!" - nomi che ho trovato su Google, lo ammetto. Poi la troia mi ha abbandonato. (Mi riferisco alla Clio. E non ditemi che ho offeso tutta la categoria delle auto.) E quindi l'ho lasciata (o meglio, lei ha lasciato me - a piedi), anche se non ero pronto. E soprattutto non lo era il mio conto in banca.
Ecco perché quando mi fermo al distributore le poche, misurate parole che rivolgo al benzinaio sono: "Buongiorno. Il pieno, grazie. Ah, e mi controlla acqua e olio?" Come se c'avessi pensato all'ultimo momento, ma non me ne preoccupassi veramente. Perché il vero uomo non è mai preoccupato. Bisogna dissimulare, sempre. E per sembrare ancora più virile scorreggio in macchina. Ma chiedo scusa - alla Fiesta.
Questa è Radio Free Mouth, io sono SpeakerMuto e sto ascoltando "I'm in love with my car" dall'album "A night at the opera" dei Queen. Voi fate come cazzo vi pare.
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